mercoledì 21 febbraio 2007

Di corsa verso il Partito Democratico

Care Compagne, Cari Compagni,
sento di chiamarvi così non solo per consuetudine, ma perchè so che il pane che condividiamo stasera è lo stesso. E' un pane che ha il sapore dell'amarezza nell'aver visto la caduta del governo. Non so cosa succederà, penso serva comunque una forte riflessione. A chi dice che i Ds debbono rimandare il proprio congresso, dico: no, il congresso, ora più che mai deve andare avanti, la strada del Partito Democratico va intrapresa subito per riuscire a dare credibilità al centrosinistra e governabilità al Paese.
Non stiamo parlando di un cartello elettorale, stiamo parlando di Futuro, di quel Futuro che ci sta vedendo protagonisti della sua costruzione, di quel Futuro di tutti e di ciascuno di cui spesso parlo e scrivo perchè ci credo. E credo che non si debba perdere la testa, che non si debba avventurarsi in giudizi affrettati ma che si debba attuare, con la necessaria serenità, un dibattito sulla nostra coalizione e sul senso di responsabilità che purtroppo troppe volte viene superato da personalismi e manie di protagonismo.
Il progetto del Partito Democratico deve concretizzarsi, non abbiamo il tempo di aspettare, non dobbiamo farci schiacciare da chi reputa le nostre, "chiacchiere" da partito. Il nostro è un progetto vero, è un progetto che sostituisce l'interesse particolare con l'interesse collettivo; è il motore della sinistra vera, quella che sa evolversi mantenendo saldi ed imprescindibili i valori della solidarietà, della tolleranza, del servizio e della passione.
Credo che non si debba aver paura di procedere sulla strada che abbiamo intrapreso e che le nostre passioni e competenze vadano spese con umiltà.
So che il percorso ha tanti ostacoli, è inutile negarlo, ma so anche che se sapremo stare uniti e trovare vasti consensi, la strada ci verrà aperta dai cittadini che mostreranno fiducia in quel che andremo a proporgli.
Oggi più che mai ho fiducia nel Partito Democratico.
Oggi più che mai serviamo anche noi.
Grazie a tutti per l'impegno.
Se riuscite, buonanotte.

Simone Merli

2 commenti:

Michele ha detto...

La ciaca fiducia non mi si addice. Ma quando Fassino dice che con Letta lo divide più il passato che il futuro dell'Italia che hanno in mente, mi sento di fidarmi in toto del suo progetto politico. E di farlo mio. La caduta del governo Prodi, rovinosa per molti punti di vista, deve essere colta come una grande opportunità per accelerare responsabilmente questo processo. Porte aperte dunque: il Partito Democratico può e deve dimostrare che la cultura di sinistra e quella di governo sono assolutamente compatibili. Il momento è delicato e fragile. Ma è dalle crisi che si vede di che pasta siamo fatti. Quindi il mio pensiero è: non stare in piedi ad ogni costo, ma rafforzare le gambe per non cadere un'altra volta.

andreamarchi ha detto...

Caro compagno Merli, condivido le tue riflessioni, come la tua amarezza, che ho già avuto modo di esrpiemre ieri su questi fogli elettronici. Andiamo avanti, con i nostri lavori congressuali, tentiamo di dare una struttura ed un respiro a quel soggetto nuovo di cui ancor di più, oggi, si sente il bisogno, per curare l'infantilismo politico di chi rasenta gli orgasmi con la bandiera in mano in una giornata di sole il sabato pomeriggio, ma al lunedì mattina dimentica di essere parte responsabile di un governo che tenta, magari con lacune, certo, ma con onestà, di dare le risposte vere a questo Paese.Mi spiace, ma l'amarezza di queste ore è tanta. Ancora un po', e questa lascerà il posto alla voglia di fare e di ridare voce ai nostri impegni. NOI, siamo abituati così.
Un saluto a tutti cari compagni.
e che dopo una mesta notte, ritorni il sereno.