sabato 24 febbraio 2007

Marcia verso il futuro

Ho letto con molta attenzione la lettera di Fiorenzo Baratelli su “La Nuova Ferrara” di oggi e voglio proporre alcune considerazioni, oltre a ringraziarlo per l'attenzione prestata al nostro documento.
Penso che la forza del contributo politico (già sottoscritto da decine e decine di giovani iscritti ai Ds e non), sia proprio l'aver concentrato l'attenzione su temi e problemi della politica nazionale e locale: la costruzione del Partito Democratico ed il rinnovamento della politica.
Non abbiamo sentito l'esigenza di indicare singoli esponenti poiché siamo convinti che la personalizzazione del dibattito toglie forza e credibilità ad un documento che riteniamo meritare la dovuta attenzione.
Noi parliamo di futuro, e con esso di una necessaria e imprescindibile nuova modalità di pensare e di agire in politica, crediamo che il problema messo in gioco dalla nostra iniziativa trascenda le personalità coinvolte, e investa le modalità attraverso le quali il nuovo partito è in grado di costruire una concreta e realista proposta di governo, coinvolgendo anche una società civile a volte lontana dalla politica.
Non è una questione di coraggio, è un problema di metodo. E il metodo che vorremo adottare nella costruzione del un nuovo soggetto politico è il radicale cambiamento non solo della pratica ma anche del pensare stesso della politica.
Lontani dallo sterile idealismo che proprio in questi giorni ha colpito alle spalle un buon governo, ma anche lontani dall'eccessiva personalizzazione che ha indebolito l'intero sistema come già accaduto in passato al nostro partito. Perché la forza di questa proposta deve essere nei progetti di azioni di governo concrete capaci di incidere sulla realtà.
Quindi la nostra scelta di non fare nomi nasce dall'esigenza e dalla volontà di non dare peso ai personalismi: il rinnovamento passa proprio da qui. E attraversa un partito di donne e di uomini che si curano più di come governare un territorio che di mettere nomi e cognomi alla berlina.
Fuori dalle consuete logiche che mettono i nomi davanti alle proposte, noi decidiamo di sostenere con forza chi detta scelte coraggiose sia nell'azione rinnovatrice che in quella di governo.

Caro Fiorenzo, devo proprio essere sincero: non credevo che ci si sarebbe concentrati così tanto su quello che nel documento non c'è, ma pensavo si potesse inaugurare un dibattito sui temi e i contenuti in esso presenti. Perché, davanti ad una proposta concreta, largamente condivisa e innovativa, che merita in quanto tale un impegno continuo e la dovuta passione, dobbiamo essere gettati all'interno di una polemica che riguarda prevalentemente la tua generazione?
Non ci sentiamo inferiori, ma diversi rispetto alle classi dirigenti del passato, e lanciamo questa sfida con l'auspicio che la nostra diversità non sia un problema bensì una risorsa per il futuro di questo partito e di questo paese.

Simone Merli

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